Sta cambiando qualcosa.. o più probabilmente niente.
E’ da un pò di tempo, facciamo pure "da un bel pò di tempo" lo ammetto, che non scrivo i sogni che faccio di notte..
Non è tanto perchè non li ricordo, non ne faccio, o essenzialmente non mi va di raccontarli o di aprirmi, confidandoli..
Piuttosto per il fatto che sempre più, ultimamente, dove ultimamente sta per qualche mese ormai, ogni sogno è molto più frammentato di quel che riesco a capacitarmi una volta sveglio.. non riesco a trovare punti di raccordo, congruenze tra le varie parti, logica e senso all’interno delle parti stesse, potrei dire che se fossero parti di un film, la loro sequenza montata risultante sarebbe alla fine il sogno in sè, e direi senz’ombra di dubbio che il regista è un genio, di quelli i cui film restano solo dei blockbuster da video in casa per mancanza di budget e non farci abbastanza pubblicità a livello mondiale, o un pazzo, di quelli veramente da starci alla larga e non limitarsi a dire che ha la testa che non va del tutto..
Fatto sta che ho la testa incasinata, cerco motivazioni, e se probabilmente le ho, non mi stanno bene e ne cerco altre..
Ho diverso tempo da occupare, eppure sembra non sia abbastanza, riesco sempre a pensare..
Devo riuscire ad adattarmi alla situazione, altrimenti impazzisco veramente.. i sogni torneranno ad essere tali e non flussi incontrollabili di pensieri ed emozioni che sempre più ora li rendono incubi.. ormai sono diventati la maggioranza, devo ammetterlo..
Quasi ho timore di abbandonarmi al sonno la notte..
Il Truzzo
Il truzzo medio viaggia sempre ed esclusivamente in branco, a causa d’una carenza intellettiva del concetto di ego, che gli impedisce totalmente di vivere, pensare o agire autonomamente. Il truzzo medio non percepisce alcuna differenza tra se stesso ed un membro del proprio branco: ai suoi occhi si tratta della stessa entità. Questa assenza d’individualità viene rilevata anche tramite elementi visivi ed empirici, quali l’abbigliamento pressoché identico e l’impossibilità di visitare singolarmente uno dei luoghi sacri alla sottospecie, la discoteca.
I truzzi maschi spesso affrontano come rito di superiorità un confronto fra le proprie mutande: il membro con la mutanda più costosa vince. Il buon gusto, invece, ne esce sempre sconfitto.
Il truzzo maschio esegue il rito dell’accoppiamento in discoteca, o perlomeno spera di farlo; esso passa una notte intera a tentare di rimorchiare la prima figa che incontra, ovviamente della stessa sottospecie. A volte tenta l’approccio inviando suoi simili ad abbordare truzze per lui: nel 97% di questi casi, i truzzi che dovrebbero fare semplicemente "da tramite" dimenticano l’obiettivo iniziale durante i 10 metri di tragitto, e finiscono per provarci con la truzza in questione.
Quando l’approccio con la truzza fallisce, il truzzo beve per la depressione e finisce per restare senza patente o nei casi più gravi causare incidenti, oppure si cimenta in uno dei suoi hobby più deleteri: scatenare risse, fuori o dentro la discoteca, spesso contro i propri simili, ma anche contro altre tipologie a lui avverse che passavano lì intorno.
Intellettivamente dotato quanto un termosifone di ghisa ma purtroppo non altrettanto utile alla società, il truzzo utilizza quei due o tre neuroni, che per caso si ritrova, solo per le cose più superflue che si possano immaginare. Spesso ha gravi difficoltà nel compiere azioni che richiedano un quoziente intellettivo a due cifre. È infatti provato che se sommiamo il Q.I. di ogni truzzo presente in una serata in discoteca e poi lo moltiplichiamo per il numero di truzzi che entrano in una discoteca per dieci anni, otteniamo un numero negativo.
Il truzzo nasce a volte in famiglie benestanti o moderatamente ricche di seri lavoratori; esso/a inizia a spendere cifre sempre maggiori per abiti tanto firmati quanto orrendi, alcool, tabacco e serate in luride discoteche. Ovviamente questa situazione non va avanti per sempre: prima o poi i genitori si rompono i coglioni e ricorrono ad un rimedio, solitamente estremo. I più fortunati vengono messi a forza in un posto di lavoro, perdendo parte della propria natura di truzzo e vivendo una vita semi-decente, pur essendo ormai gravemente danneggiati. Altri vengono sbattuti fuori di casa a calci nel culo.
Il truzzo ha sempre un colorito caffelatte fosforescente, causato dalle continue visite ai solarium, che, anche quando si trova in Artide durante i sei mesi notturni, lo rendono radioattivo e perennemente abbronzato, come se si fosse fatto il bagno nel fondotinta.
L’abbigliamento tipico dell’esponente della specie è, come per i pinguini, pressoché identico per tutti gli individui, anche se soggetto di volta in volta a cambiamenti imposti da una potentissima istituzione chiamata moda, dominata da individui temibili, nonché decisamente ricchioni: gli stilisti. Finché costoro non troveranno qualche altra maniera assurda per ridicolizzare i truzzi lucrandoci sopra, il loro abbigliamento consterà in qualunque cosa sia aderente e/o bianco e/o rosa e/o scollato rigorosamente a V e/o firmato Dolce&Gabbana o Giorgio Armani, AngelDevil, Gucci, Baci&Abbracci, Sweet Years e tante altre. Insomma, basta che costi l’ira di Dio e porti la firma di qualche stilista gay.
Oltre a ciò è possibile notare in ciascun individuo della specie almeno cinque dei seguenti tratti distintivi, che variano a seconda della zona d’appartenenza, del clima e della stagione:
Occhiali da sole, di solito grandi 7 volte la loro faccia, indossati anche durante nubifragi o in piena notte.
Cappello da baseball a tre metri dalla testa o cappellino alla Vasco Rossi con le spille come "Porn star" o "Orgasm donor".
Cappuccio in lana indossato sul capo a mo’ di preservativo e solitamente con al di sotto un cappello fornito di visiera.
Basette lunghissime.
Giubbottone con piumino di donnola o di scoiattolo delle Ande o tremende giacche a vento di colori assurdi tipo arancio evidenziatore, verde pisello o giallo taxi, coperte di toppe con ideogrammi disposti in ordine casuale.
Mutande con su scritto SEX o FASHION di color arancio/verde/viola e, ovviamente, rosa. Di solito anche fluorescenti, per non disperdere il branco nei vagabondaggi notturni.
Pericolosi ibridi tra canottiere e magliette, naturalmente rosa o magliette nere con scritto "Clinika" o "Staff".
Sciarpe rosa.
Maglie d’un qualunque club calcistico.
Maglie che sponsorizzano birre.
Cose con i numeri. Sono fissati con i numeri, forse perché non si ricordano i propri nomi e li usano per distinguersi.
Uso sproporzionato di gel per capelli o, in mancanza, cementificante.
Cinture, in particolare D&G o Armani, che comunque servono solo a tenergli i pantaloni sotto le ginocchia.
Scarpe marchiate da 680€ di color oro, per eccellenza le Tiger dorate; In alcuni casi si tratta di oro vero. In alternativa scarpe da ginnastica con inutili molle di varie forme e colori, indossate parzialmente o completamente slacciate come fossero pantofole.
Maglie e felpe sempre all’ultima moda, ad esempio con simpatiche stelline ripetute allo spasmo o a strisce da carcerato.
Maglie con ali che, per dirla con parole truzze: "che fanno molto angel, cioè raga, non so se comprendi, cioè minchia, sbraggiano di brutto!!"; o con scritte tipo: "devil" e "qualunquecazzodicosacheassomiglivagamenteallinglese" o, ancora, e ciò è sconcertante,il logo del celeberrimo "Clockwork Orange", che loro non conoscono e non sanno neanche pronunciare, dicendo poi "…che fa stail, cioè, spazia…".
Il descrivere il proprio vestiario come "fresco" o portatore di "freschezza" sempre intonando la voce come se stesse parlando di una vittoria colossale.
Camminata sincronizzata con i loro simili, può variare dal trascinamento dei piedi, necessario per non perdere le scarpe mai allacciate, alla camminata quasi saltellante, probabilmente dovuta al seguito di molteplici calci nel culo presi dai propri genitori o più semplicemente nelle tradizionali risse da loro provocate, il tutto accentuato dalle molle presenti sotto la suola.
La sgradevole presenza di elastici o graffette atte a sostenere enormi risvolti nei pantaloni con conseguente visibilità dei calzini, anche se non spaiati.
La limitata materia grigia non permette loro di mangiare e camminare nello stesso momento;
Quando possono indossano infradito truzze con la bandiera del Brasile con sopra i jeans.
Il truzzo è il frutto della massa e della moda (due dei tanti mali che affliggono da alcuni decenni il pianeta Terra), che impara già dalla prima fase a venerare e ad applicare nella propria esistenza da truzzo.
Nato per seguire la massa, il truzzo vive e si comporta come i suoi simili e, già nella prima fase, diviene schiavo della massa e della moda: fa quello che fanno gli altri, va dove vanno gli altri e si veste come la moda gli dice di vestirsi (si perché il truzzo è anche un po’ schizofrenico e sente le voci).
La necessità di vivere in branco tipica del truzzo è anche una forma di difesa: i truzzi sono infatti schifati e spesso picchiati, peraltro a ragione, da molte specie parenti e sottospecie dell’Homo sapiens sapiens, specialmente da metallari, rocker e punkettoni. Come se ciò non bastasse vengono mal visti e brutalmente picchiati dai rapper e addirittura da loro simili come
esaltati e gabber.
Gli skinhead sono la causa maggiore di morte dei truzzi, poiché il truzzo ha la costante abitudine di attaccare rissa davanti a quel centro sociale occupato da skinhead alti 2 metri, magari dopo aver ostentato a mo’ di smacco ideali politici contrastanti dalle nostre belve umane per poter rimorchiare la figa che passava di lì per caso. Di solito non sopravvivono allo scontro.
Purtroppo il truzzo è una sottospecie che, nonostante sia stata severamente punita dalla natura e spesso cerchi spontaneamente di buttarsi nelle braccia della morte, non si estinguerà tanto facilmente.
Sono troppi.
Troppi.
Se parole tronche, overdose di K e linguaggio da SMS spadroneggiano su altri mezzi internettiani, in MSN invece il truzzo sostituisce il 99% delle parole con emoticon animate di 10000 frame ciascuno, spesso contenenti loghi truzzi quali Playboy, D&G o semplicemente un cazzo, nel vero senso del termine, che rendono la finestra di MSN simile alle pareti di una piramide egizia.
Inutile dire che questo tipo di scrittura confonde anche loro generando a volte liti che si trasformano in sfide a chi "tira di più lo scooter", "chi trilla di più" ed infine a risse. Un esempio può essere la parola “scusa”, che viene scritta “SXS” viene codificata in modo che le faccine somiglino ad un fallo, intepretabile anche come “suca”.
Di recente inoltre i truzzi hanno giudicato fuori moda o forse troppo intelligente il TVB e sono passati ad una nuovissima e trendyssima moda: il TADB, ossia “ti amo di bene”. A questo si accompagnano varie e numerose frasi come: "tatuz ti amuuuuuuuu di bene", "tate vi lovoooooooo" o "tatuz ti amuz di benuz". Estremamente significativo e caratteristico della specie, inoltre, quel sano, evidente e virile disprezzo dimostrato nei confronti delle basilari norme di grammatica e sintassi, tratto che, tra l’altro, identifica il truzzo in ogni sua manifestazione che comporti l’uso della parola scritta.
CITAZIONI
“Oh minchia sho spazia di brutto!” (tradotto: è troppo forte.)
“Hoi hoi hoi, porco Dio!” (gridato in coro nelle discoteche)
“Oh cazzo guardi. Vieni a dirmelo in faccia!” (tradotto: potresti setterla di guardarmi? Mi dà molto fastidio.)
“Oh porco dao, ‘ste shocks sbraggiano di brutto!” (tradotto: queste scarpe sono molto belle.)
“Ah bella raga! Come butta?” (tradotto: buongiorno ragazzi, come va?)
“Ciao tipo. Si ci becca.” (tradotto: arrivederci.)
“Cioè minchia troppo house!” (significato sconosciuto)
“Minchia raga sono troppo in down!” (tradotto: sono molto stanco.)
“Puà!!” (sputano in continuazione)
“ Oh ciao che c‘hai una siga?” (tradotto: potresti gentilmente offrirmi una sigaretta?)
“Oh minchia frè!” (usato per esprimere forti emozioni; significato sconosciuto)
“Oh raga mi disp ma doma non posso venire con la cumpa perché c’ho la tipa che trippa.” (tradotto: mi dispiace amici, ma domani non potrò unirmi a voi perché devo incontrare la mia ragazza.)
“Cioè raga oggi in disco spacchiamo un botto!” (tradotto: oggi in discoteca ci divertiremo molto.)
“Oh troppo una fierata!” (sinonimo di “sbraggia” o “spazia”)
"QUESTA è veramente tosta oh (riferendosi a una sigaretta, probabilmente una camel extra light), vuoi provare? Ma stai attento che non sbocchi"
"Oh raga stasse troppo in botta" (significato sconosciuto)
Solo per le truzze:
"Cioè se ti dico che non c’ho voglia devi troooppo mollarmi, devi troooppo non rompermi i coglioni…" (tradotto: potresti cortesemente lasciarmi in pace?)
"OOOOOH!" (urlo da troglodita che il truzzo emana se infastidito)
""Ooooooooohhhh Amooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!" (per chiamare la loro truzza, sia essa disti da loro trenta metri che dieci centimetri)
"Ti amo di bene" (orrendo ibrido tra “ti amo” e “ti voglio bene”. Probabilmente si può tradurre come: ti voglio molto bene ma non abbastanza da amarti.)
"Guaaaardalooooooooo!!!" (con la "a" molto aperta)
"Kikka* ti lovvo" (tradotto: Kikka* ti amo.)
*Kikka è il soprannome di qualunque ragazza, anche se si chiama Anacleta
Chi o cosa sono..?
Ho provato ancora.
Ho fallito ancora.
Ho fallito meglio.
Se il massimo che puoi dare non basta ancora.. vuol dire che non vali nulla..